martedì 8 febbraio 2011

Amsterdam


Odio le guide turistiche. Chissà se esistono guide da nerd sul web che ti insegnano a vedere una città per davvero. Sarebbe bello avere le istruzioni per scoprire la spiaggia più segreta, il pub dove gli anziani locali scappano dalle loro mogli, la tabaccheria che non vende cartoline in serie, ma non si può. I viaggiatori di oggi amano spuntare l'elenco di cose consigliate dagli amici per potersi taggare e ritaggare su facebook. Mannaggia. E pensare che il bello di viaggiare si nasconde proprio nella furia omicida di un uomo sperduto contro una cartina pieghevole, che inspiegabilmente non è mai RIpieghevole. Soprattutto in una città ventosa come Amsterdam, tanto piccola quanto fatta apposta per scombinare in programmi. Un po' come le scale ad Hogwarts, le strade di Amsterdam sembrano muoversi per inventare nuovi dispetti, perché appena credi di averci capito qualcosa, ti ritrovi davanti all'insegna gialla del solito ristorante cinese all'angolo. Città di biciclette alte quanto cavalli, case colorate che sfidano le leggi della fisica e della geometria, un'infinità di ponti e canali tutti uguali ma ogni volta diversi e unici. Solo ora, anche se per un disguido ho dovuto rinunciare al museo, capisco i quadri di Van Gogh.
Il cuore, o meglio, i lombi del centro risiedono nel tanto discusso Red Disctrict... quello con le signorine in vetrina che ti chiamano, per intenderci. A proposito di queste signorine, dopo i racconti increduli che avevo sentito, credevo che la prostituzione legale mi avrebbe offesa in quanto donna invece mi ha incuriosita. Mi sono chiesta se una donna che vende il proprio corpo per denaro riesca a farsi toccare anche per amore. Quando la tendina di velluto si chiude, le ciglia finte vengono riposte nel cassetto e i glutei sodi sono uniti da mutandine normali, invece di essere divisi da un invisibile cordino paillettato, che cosa provano quelle donne nei confronti degli uomini? Prostituirsi è la via più semplice per guadagnare se sei disperata, mi diceva un'amica serba. Lo accetto, il nostro corpo è la prima risorsa che abbiamo a disposizione, e ognuno può farne l'uso che crede, ma quando puoi scegliere di fare la cassiera perché preferire lo sculettamento da vetrina? Forse è davvero possibile chiudere le emozioni nel cassetto delle ciglia finte quando il sesso diventa lavoro. Avrei voluto domandarlo a loro, ma ogni volta che le guardavo negli occhi cercando una risposta, rifuggivano il mio sguardo, come se avessero perso l'abitudine di essere guardate in faccia. Una cosa è certa, in questa città così terribilmente "liberale", l'unica attrazione dedicata al piacere femminile erano i vibratori. 

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